
Quando si parla di presbiopia si fa riferimento a una patologia fisiologica che colpisce tutti senza distinzioni solitamente dopo il compimento del quarantesimo anno di età. Si tratta di una patologia consistente in una perdita anche significativa di elasticità del cristallino e che si traduce anche nella progressiva diminuzione della capacità di accomodazione, ovvero quella capacità del cristallino umano in giovane età di mettere a fuoco oggetti sia lontani che vicini. Il modo più utilizzato per curare la patologia è la prescrizione di occhiali per presbiopia, ma con il passare degli anni la malattia tende a peggiorare progressivamente, di conseguenza diventa necessario aggiornare continuamente le lenti. Le presbiopia non andrebbe comunque sottovalutata in quanto, se non corretta, alla lunga può causare affaticamento visivo, bruciore, mal di testa e anche arrossamento degli occhi. Chiaramente chiunque soffrisse spesso di qualcuno di questi sintomi dovrebbe subito recarsi a effettuare una visita specialistica in un centro oftalmico specializzato.
Gli occhiali per presbiopia sono dunque il metodo più semplice per correggere la patologia, soprattutto se è stata appena diagnosticata. Ogni 3-5 anni, di conseguenza, bisognerebbe salvo eccezioni adeguare le lenti che andranno potenziate in modo da tenere testa all’aumento graduale della presbiopia. Tra i 40 e i 60 anni di solito si assiste a un peggioramento progressivo della presbiopia ed è quindi necessario potenziare continuamente le lenti prima che la patologia cominci finalmente a stabilizzarsi.
Chi soffre di presbiopia può dunque fare affidamento sugli occhiali da lettura o multifocali oppure può ricorrere a occhiali progressivi o bifocali in modo da correggere contemporaneamente alla presbiopia anche altri difetti visivi. Di solito come occhiali per la presbiopia si fa ampio ricorso agli occhiali progressivi, ovvero dei dispositivi visivi che necessitano di un periodo più o meno lungo di adattamento da parte del paziente. In particolare le lenti positive vengono utilizzate per limitare e correggere la presbiopia e vengono anche comunemente chiamate convergenti perché forniscono un aiuto ai raggi luminosi nel convergere sulla retina formando così un’immagine nitida. Chi soffre di questo problema alla vista solitamente utilizza gli occhiali per presbiopia a lenti monofocali, vere e proprie lenti che funzionano come una lente di ingrandimento da vicino, oppure a lenti bifocali (con la parte alta per vedere bene da lontano e quella bassa per vedere da vicino) e progressive, con queste ultime che riescono a consentire al paziente una visione ottimale in ogni circostanza.
Di solito chi è afflitto da presbiopia tende a scegliere delle lenti progressive proprio grazie alla loro duttilità, anche perché di solito si necessita di un certo periodo di adattamento iniziale. Per scegliere gli occhiali giusti e soprattutto la tipologia di lenti più idonee occorre seguire i consigli di ottici ed oculisti ma bisogna sempre ricordarsi che di solito servono sempre alcuni giorni per adattarsi agli occhiali progressivi. Occorre però anche ricordarsi che non tutti i presbiti possono utilizzare occhiali o lenti a contratto progressivi, ad esempio i pazienti afflitti da miopia, ipermetropia e astigmatismo di grado molto elevato hanno ancora dei limiti. Chiaramente è anche possibile fare ricorso alle lenti a contatto per ragioni estetiche e di praticità, ma alla lunga l’utilizzo continuo di lenti a contatto potrebbe presentare alcune criticità come infezioni o secchezza oculare, quindi è meglio optare per gli occhiali per presbiopia.
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