
Uno dei pericoli maggiori per il paziente sottoposto ad intervento prostetico a livello dell’articolazione coxo-femorale, consiste nella possibilità di lussare la protesi appena impiantata, ovvero provocare inavvertitamente lo spostamento della testa femorale della protesi dal suo alloggiamento articolare. In particolare il rischio è massimo durante le prime 5-10 settimane successive all’intervento, giacchè i tessuti muscolo-scheletrici circostanti non sono ancora sufficientemente consolidati intorno alla protesi. Durante questo periodo è quindi di grande importanza evitare una serie di movimenti e comportamenti considerati a rischio, che potrebbero per l’appunto causare la lussazione della protesi stessa.
Ecco una lista di consigli da seguire:
· Non guidare autovetture. La posizione di guida è estremamente pericolosa per via dell’inclinazione della posizione seduta. Nel caso il paziente debba affrontare un viaggio in auto, è sempre consigliato porlo in posizione semi-sdraiata sui sedili posteriori, o reclinando del tutto il sedile anteriore.
· Porre molta attenzione a scendere e salire le scale. L’arto danneggiato deve sempre seguire quello sano quando si sale, ed essere il primo a poggiare con l’ausilio di stampelle quando si scende in modo da ridurre il carico sull’articolazione.
· Non raccogliere oggetti per terra. Evitare di flettere eccessivamente il busto è di importanza centrale. Si consiglia quindi anche di indossare scarpe senza piegarsi utilizzando un calzascarpe lungo, e di non chinarsi mai in avanti quando si è seduti. Tutte le attività quotidiane che richiedono una flessione in avanti del busto (scrivere, stirare, lavare i piatti, ecc.) sono altamente sconsigliate.
· Evitare di accavallare le gambe. La trazione eccessiva sui distretti anatomici circostanti può infatti causare danni anche immediati, così come ruotare le gambe o le ginocchia anche quando si è in piedi.
· Non dormire sul fianco dove è stata impiantata la protesi. Inoltre è sempre consigliato dormire con le ginocchia leggermente flesse ponendo un cuscino in mezzo alle gambe, per ridurre il carico sull’articolazione durante la notte.
· Non trascorrere troppo tempo seduti. E’ sempre meglio alzarsi per almeno 15 minuti ogni qual volta si è trascorso più di un’ora seduti. E’ importante inoltre non flettere il busto in avanti per alzarsi: lasciate scivolare le natiche lungo la sedia prima di alzarvi con l’aiuto delle braccia.
· Seguire attentamente la terapia farmacologica prescritta. Il rischio di trombosi venosa profonda post-operatoria è infatti molto alto se non viene seguito un rigido e attento protocollo di prevenzione. Per almeno 40 giorni dopo l’intervento, il paziente deve avere cura di assumere con cura e attenzione le somministrazioni di eparina ed altri anticoagulanti eventualmente prescritti in fase di dimissione ospedaliera.
· Porre attenzione ad eventuali infezioni. Anche infezioni batteriche di minore importanza come malattie respiratorie delle alte vie aeree, interventi odontoiatrici, infezioni genito-urinarie, tagli e ferite, possono comportare un rischio infettivo per la protesi d’anca. Si consiglia in questo caso quindi di rivolgersi tempestivamente al medico curante per essere sottoposti ad adeguata terapia con antibiotici che garantiscano una copertura sufficiente.
Articolo a cura del Dottor Claudio Butticè, PharmD.
Per ulteriori informazioni su protesi d’anca puo leggere qui.
Comments
You may also like
-
Fertilità di coppia, due Open Day gratuiti a Bologna a Next Fertility GynePro: informarsi fa la differenza
-
West Nile Virus: cos’è, sintomi e come prevenirlo
-
Il cuoio capelluto, il nuovo viso?
-
Il trattamento personalizzato della scoliosi: innovazione e tecnologie avanzate per un percorso efficace
-
La dermatite seborroica: come si cura?