
L’arrivo della bella stagione pone fine ai malesseri tipici dell’inverno, quali raffreddori e sindromi influenzali, ma non debella completamente le possibilità di dover comunque andare a fare un giro dal medico per qualche problemino. Oltre a colpi di calore e stanchezza, ecco che potremmo aver bisogno di un consulto per le nostre unghie, affette da onimicosi.
Con questo nome all’apparenza complesso, si designa una malattia delle unghie, causata dalla presenza di funghi: a prima vista, l’epidermide al di sotto dell’unghia diviene di color biancastro o giallognolo; man mano che il quadro evolve, le unghie iniziano a divenire più spesse e s sfaldarsi. Oltre all’inestetismo, la micosi delle unghie può portare dolore e, per questo, si consiglia generalmente di intervenire rapidamente onde evitare che le condizioni peggiorino.
L’onimicosi, purtroppo, non fa molte distinzioni fra giovani e meno giovani per colpire, così come non è solo una malattia stagionale, ben potendosi manifestare in qualsiasi periodo dell’anno. Fra i comportamenti scorretti che possono aumentare l’insorgere del disturbo, possiamo sicuramente segnalare la frequentazione di ambienti umidi e bagnati senza le opportune misure di prevenzione: fra questi piscine e docce negli stabilimenti balneari sono il luogo principe dove è possibile entrare in contatto con il fungo. Per questo, grandi e piccini, è bene che indossino sempre delle ciabatte negli ambienti “a rischio” per evitare che il fungo penetri nella pelle attraverso piccole fessure o tagli.
Finita la giornata al mare o il corso in piscina, in molti devono indossare scarpe chiuse e calzini: l’errore più frequente è quello di non asciugare con la dovuta attenzione i piedi e, così, creare le condizioni ideali per un clima umido all’interno delle scarpe.
A tal proposito, si consiglia sempre di dedicare qualche minuto per l’asciugatura dei piedi, passando un panno anche fra le dita, di modo da ridurre l’umidità che si forma all’interno della calzatura.
Da ultimo, non appena si riconoscono i sintomi della malattia, è sempre consigliato recarsi con solerzia dal proprio medico curante: in questo modo, il medico potrà prescrivere l’adeguata cura e ridurre la possibilità di propagazione della malattia ad altre parti del corpo o un’eventuale contagio degli altri componenti della famiglia. Per conoscere meglio quali altri fattori possono scatenare l’onimicosi, visita il sito http://www.saperesalute.it/disturbi-patologie/come-si-arriva-alla-diagnosi-di-onicomicosi
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