Purtroppo spesso capita alle donne di avere un aborto spontaneo. Il test di gravidanza ha dato esito positivo e se un bambino è quello che volevamo non possiamo che essere entusiaste. Ci rechiamo dal ginecologo, passiamo la prima visita e tutto sembra procedere per il meglio. Trascorsi qualche giorno, compaiono le prime perdite di sangue. Impaurite chiamiamo il medico, che ci dice di stare a riposo per scongiurare la possibilità di un aborto spontaneo. Ma non sempre basta. Nonostante il riposo, può capitare di abortire. Ma perché? Nella maggior parte dei casi è il nostro corpo che non accetta il feto. È come se lo considerasse un corpo estraneo e quindi partisse un meccanismo di ‘rigetto’.
Il discorso è diverso se l’aborto è causato da una gravidanza extrauterina, cioè quelle gravidanze in cui l’ovulo fecondato non riesce ascendere nell’utero, ma rimane nell’ovaia o nella tuba in cui è stato fecondato. In questo caso l’aborto può avvenire spontaneamente oppure tramite un intervento medico, il raschiamento. In entrambe le condizioni, sia che si tratti di un aborto spontaneo che di una gravidanza extrauterina, la donna può subire non poche ripercussioni a livello psicologico. Ci si rimane male. Molto male. Perché la nostra mente si abitua all’istante all’idea di diventare madre e scatta un meccanismo, fisico e mentale, di protezione nei confronti di questa piccola vita. saper di averla persa, di aver perduto quello che per noi è stato ragione di esistere per qualche giorno o settimana, è sempre molto difficile. Così sono nati molti centri di ascolto per le donne che hanno subito la disgrazia dell’aborto o della gravidanza extrauterina.
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