Sigaretta elettronica: fa male?

Quando si parla di sigaretta elettronica il dibattito si fa duro e moltissimi sono i dubbi che vengono esposti. Perché? Si parla, addirittura, di vietarla nei posti pubblici (come, del resto, è accaduto per le sigarette tradizionali) e questo perché si presume che, nonostante i danni alla salute siano molto inferiori, qualche rischio c’è, a causa del processo di bruciatura dei gas che sono contenuti in queste sigarette. Ma le critiche non riguardano solo questo punto: si parla anche di dipendenza. Chi decide di smettere di essere dipendente dalla sigaretta tradizionale alla fine diventa dipendente dalla sigaretta elettronica. Può essere? Certo che sì, perché la sensazione che si prova è la stessa e il cervello percepisce proprio questo. Tuttavia, facciamo presente che, anche qualora si diventi dipendenti da questo tipo di dispositivi, comunque si tratta di qualcosa che fa molti meno danni delle bionde. In molti confermano che non avrebbero mai smesso di fumare senza passare prima dall’utilizzo di questo device, mentre altri dichiara di aver smesso tout court senza avere bisogno di nulla. Infine c’è chi, per smettere ha fatto ricorso ad altri mezzi. La sigaretta elettronica, in ogni caso, rimane uno dei migliori metodi per smettere di fumare. Ma di cosa si ha paura? Alcuni esperti affermano che è meno dannosa (si vedano a questo proposito gli studi contenuti su http://www.green-smoke.it ), mentre altri segnalano dei possibili danni ai bronchi, perché c’è una combustione di gas (non di sostanze pericolose come il catrame) che avviene a circa 280 gradi, mentre le sigarette tradizionali non superano i 150 gradi. È vero o no? Di certo la sigaretta elettronica non può essere innocua al 100%, tuttavia, però, siamo abbastanza sicuri nell’affermare che si tratta di un qualcosa che diventa necessario per chi desidera smettere di fumare e che, in ogni caso, non è nociva come la sigaretta normale.